Baronissi, Casa Riformista: “L’amministrazione Petta orientata alla cementificazione”
“A Baronissi si respira un’aria diversa, e non in senso positivo. Sempre più cittadini percepiscono una trasformazione del territorio che non passa inosservata: ovunque si volga lo sguardo, emergono nuove costruzioni. Una crescita edilizia evidente, tangibile, che sta progressivamente consumando suolo e riducendo quegli spazi verdi che per anni hanno rappresentato l’identità della città.
L’attuale amministrazione Petta viene sempre più spesso criticata per una gestione che appare orientata alla cementificazione, con il rischio concreto di compromettere in modo irreversibile l’equilibrio ambientale“.
E’ quanto si legge in una notta diffusa dal gruppo Casa Riformista che a Baronissi si è affermata come seconda forza, dopo il Partito Democratico, alle recenti elezioni regionali. Un risultato che testimonia un consenso crescente e una presenza concreta tra i cittadini, oggi sempre più attenta e critica rispetto alle scelte che stanno interessando il futuro della città.
“Il consumo di suolo – si legge ancora nel documento – non è più una percezione, ma una realtà visibile: quartieri che cambiano volto, aree libere che scompaiono, e una città che perde lentamente il suo respiro naturale.
A questo si aggiunge una sensazione diffusa: quella di un’azione amministrativa che fatica a imprimere una visione nuova, limitandosi spesso a portare avanti progetti già avviati, senza una strategia chiara capace di guardare al futuro.
Il confronto con l’amministrazione Valiante è inevitabile. In quegli anni, proprio per salvaguardare il territorio, venivano rilasciate concessioni minime, con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo e preservare il verde. Baronissi era un esempio di equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale: il suolo veniva rispettato, il verde valorizzato e nascevano parchi e spazi dedicati ai bambini, rendendo la città un autentico polmone verde della Valle dell’Irno.
Oggi cresce una nostalgia sempre più forte tra i cittadini, che ricordano una gestione attenta al territorio, all’ambiente e alle nuove generazioni. Perché una città non è fatta solo di cemento, ma di spazi vivi, di natura, di qualità della vita.
E quando il presente mostra crepe così evidenti, è inevitabile che lo sguardo torni a modelli amministrativi che avevano saputo coniugare sviluppo e rispetto del territorio. Non per semplice rimpianto, ma perché da lì potrebbero nascere nuove prospettive, capaci di restituire a Baronissi la sua vera identità“.





